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inserito il: 25-2-2010
AFRICA, PIANO PER DIFFONDERE ABORTO E SESSO GAY TRA I GIOVANI
di Terrence McKeegan, J.D.

La scorsa settimana ad Addis Abeba, in Etiopia, l'International Planned Parenthood Federation (IPPF) ha organizzato la IV Conferenza africana su "Salute Sessuale e Diritti". Hanno partecipato il sotto segretario generale delle Nazioni Unite, il presidente della Commissione dell'Unione Africana, il Direttore esecutivo di UNAIDS, il capo della sezione africana del Fondo per lo Sviluppo delle Donne (UNIFEM), il direttore dell'ufficio locale del Fondo per la Popolazione delle Nazioni Unite (UNFPA) e la Presidente dell'IPPF, la Dott.ssa Jacqueline Sharpe.

I principali temi discussi sono stati la promozione dell'educazione sessuale e dei diritti sessuali dei giovani, per stabilire una relazione più stretta tra i "diritti sessuali" e i "diritti alla salute riproduttiva", trasformare le norme culturali e religiose sulla sessualità umana e chiedere la legalizzazione dell'aborto elettivo per tutti i Paesi africani.

Gli organizzatori si sono concentrati sulla partecipazione giovanile: prima della conferenza hanno ospitato lo "Youth Sexuality Institute" ed eventi che promuovevano stili di vita omosessuali. Il rapporto del comitato direttivo ha chiesto inoltre "un'attenzione particolare sui temi del piacere sessuale e della sessualità positiva" e un "forte coinvolgimento ed impegno dei LGBTIS (Individui Lesbici, Gay, Bisessuali e Transessuali).

Tra i documenti presentati alla conferenza c'erano anche: "A Boy Can't Marry Another Boy: Adolescents boys talk about gay boys and men (Un ragazzo non può sposare un altro ragazzo: adolescenti parlano dei ragazzi e degli uomini gay)", "Good Catholics Use Condoms (I bravi cattolici usano i preservativi)”, “Heterosexual anal sex in the age of HIV (Sesso anale eterosessuale nell'epoca dell'HIV)”, “MSM [men who have sex with men], Sex and the Internet in Nigeria (Uomini che fanno sesso con uomini, Sesso ed Internet in Nigeria)” e “Sexuality Life-Size: Body Mapping With Young Women and Men from the LGBTQI (Sessualità in scala naturale: mappa dei corpi tra giovani donne e uomini delle comunità kenyane di LGBTQI (Lesbiche, Gay, Transessuali, Queer, Intersessuali)”.

L'altro tema della conferenza è stata la promozione dell'aborto. Il "Center for Reproductive Rights" ha lanciato il secondo volume di "Legal Grounds: Reproductive and Sexual Rights in Africa Commonwealth Court (Basi legali: Diritti Riproduttivi e Sessuali nelle Corti africane del Commonwealth)", una guida che promuove la legalizzazione dell'aborto e stili di vita sessuali alternativi in Africa.

Nonostante i temi problematici, la conferenza godeva dell'apparente supporto del governo ospite. Il presidente etiope Girma Wolde-Giorgis ha sottolineato nel suo discorso iniziale che "i programmi scolastici devono aggiornarsi per includere l'educazione sessuale e aiutare i giovani a conoscere presto i propri corpi e a fare scelte e decisioni responsabili su temi legati alla salute sessuale".

Il dott. Tedros Adhanom Ghebreyesus, ministro etiope della Salute, era il promotore della conferenza. E' stato eletto recentemente Presidente del Board of the Global Fund to Fight AIDS, Tuberculosis, and Malaria, una grande coalizione di enti pubblici e privati che impegna fondi per oltre 18 miliardi di dollari. Il Global Fund è stato il terzo più grande donatore di profilattici nel periodo 2005-2006, dopo l'UNFPA e la United States Agency for International Development.

Tra gli sponsor della conferenza si annoverano anche la William and Flora Hewlett Foundation, l'International Women’s Health Coalition (IWHC) - un gruppo promosso da diversi governi europei e da fondazioni americane le cui radici sono quelle del movimento per il controllo della popolazione - e la Nigeria's Action Health Incorporated, che promuove l'educazione sessuale "integrale".

L'Etiopia è stata lodata dalla lobby internazionale abortista per aver liberalizzato le sue leggi sull'aborto nel 2006, con l'apparente risultato di aver diminuito il tasso di mortalità materna. In realtà, nonostante questa liberalizzazione, secondo le statistiche dell'Organizzazione Mondiale della Sanità, presenta uno dei peggiori tassi di mortalità materna del continente africano.

(Traduzione di Emanuele Rizzardi)