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inserito il: 20-2-2010
ONU, PARTE LA CONVENZIONE PER I DIRITTI DEGLI ANZIANI
di Emanuele Rizzardi
Dal 2 al 12 febbraio si è svolto nella sede centrale delle Nazioni Unite a New York, la 48ma Sessione della Commissione sullo Sviluppo Sociale. Il tema di quest'anno era "Integrazione Sociale": diversi sono stati i richiami da parte di tutti i delegati e conferenzieri a moltiplicare gli impegni per politiche di inclusione sociale, specialmente in un momento in cui la crisi economica mondiale crea numerose situazioni di esclusione: crescita della povertà, della disoccupazione, e così via.
 
Quest'anno si è assisitito ad una massiccia proposta di conferenze ed eventi non ufficiali promossi da diverse ONG (Organizzazioni non governative) sul tema dell'invecchiamento della popolazione mondiale. Tema all'ordine del giorno dei politici nazionali che devono riconfigurare il welfare state dei loro Paesi, ma di coloro che organizzano le politiche a favore dei Paesi in via di Sviluppo, visto che l'invecchiamento interessera' anche loro, con conseguenze prevedibilmente pu' gravi per le rispettive economie.
 
In questo contesto diverse ONG si sono coalizzate per lanciare l'iniziativa di una "Convenzione ONU per i Diritti degli Anziani". Il gruppo e' composto dalla potente lobby americana AARP (American Association of Retired Persons) - che rappresenta decine di milioni di pensionati americani -, Age UK, la Associazione Internazionale di Gerontologia e Geriatria e la attivissima Global Action on Ageing.
 
Il gruppo ha lanciato la campagna con la pubblicazione di un rapporto dal titolo "Strengthening Older People’s Rights: Towards a UN Convention", nel quale si sostiene che un nuovo Trattato è l'unico modo per "ridurre la discriminazione causata dall'età; obbligare ad adottare leggi non discriminatorie; provvedere a mettere la necessaria e legalmente vincolante protezione per i diritti degli anziani sotto la tutela del diritto internazionale; incoraggiare un maggiore sviluppo di programmi a beneficio degli anziani".
 
Il sostegno a questa nuova iniziativa parte dai Paesi anglosassoni e da quelli latino americani, come confermato da Maria Luz Melon, delegato ONU dell'Argentina, promotrice dell'iniziativa e con alle spalle l'esperienza della redazione della recente Convenzione sui Diritti dei Disabili.
 
I sostenitori della nuova Convenzione, che provvederà a creare in seno all'ONU la nuova figura di un Rappresentante Speciale per i Diritti degli Anziani, sostengono che il nuovo trattato non andrà a diminuire l'importanza della Carta Internazionale dei Diritti dell'Uomo, ma sarà invece una sua specificazione, come è avvenuto per la Carta dei Diritti delle Donne, quella dei Bambini, e quella dei Disabili.
 
Molti esperti manifestano il loro scetticismo: la Carta del 1948, caricata di un sempre maggior numero di Dichiarazioni accessorie, sta di fatto gia' perdendo il suo carattere di "universalità", lasciando il campo al proliferare di infiniti e contrastanti diritti individuali. Significativa a questo proposito una risposta data al pubblico durante la conferenza di presentazione della nuova Convenzione: all'osservazione che il miglior modo per promuovere i diritti degli anziani sia quello di sostenere le famiglie, è stato ribattuto che non è giusto lasciare nelle mani dei figli o dei parenti quello che è un diritto di ogni singolo individuo.
 
Di una cosa siamo a questo punto sicuri: la Convenzione sui Diritti degli Anziani si farà: è solo questione di qualche anno. E la sua discussione porterà a confrontarsi e a negoziare sul tema del "fine vita", con il rischio che ancora una volta gli organismi internazionali si sostituiscano nelle legislazioni nazionali in tematiche cosi' delicate.