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inserito il: 2-6-2009
L'ONU PROPONE UN'AGENZIA PER L'IDENTITA' DI GENERE
di Susan Yoshihara

(C-Fam) A un recente incontro alla sede delle Nazioni Unite gli stati membri hanno reagito all'insistenza del Segretariato ONU perché approvassero la costituzione di un'enorme agenzia per il controllo della parità di genere, in assenza di dettagli sul suo bilancio, personale o mandato.

Il personale dell'ONU aveva convocato l'incontro per far scegliere ai paesi membri uno dei quattro modelli proposti per questo nuovo "ente di genere" ONU. Si stima che il nuovo ente avrà un bilancio minimo di un miliardo di dollari annui, ivi compresi finanziamenti non-volontari da parte degli Stati Uniti e di altri fra i principali finanziatori. La nuova agenzia avrà il diritto di fissare l'agenda "di genere" dell'ONU e ampia autorità per chiamare a rapporto le agenzie dell'ONU e gli stati membri.   

La Consigliera del Segretario Generale dell'ONU per le Questioni di Genere, Rachel N. Mayanja del Kenya, ha resistito ai tentativi di ottenere dei dati specifici dal Segretariato, suscitando forti reazioni da diverse delegazioni nazionali. Un delegato di Singapore si è lamentato che i paesi sovrani subivano pressioni perché si arrivasse a una delibera ma allo stesso tempo veniva negata loro una stima di bilancio e perfino un disegno generale del nuovo ente.
Il delegato ha fatto presente che mentre i paesi venivano rassicurati del fatto che il nuovo ufficio avrebbe portato dei risparmi, il modello preferito dal Segretariato, come ha ammesso una rappresentante dell'UNIFEM (il Fondo delle Nazioni Unite per le Donne), comporterebbe un sostanzioso aumento dei costi rispetto allo status quo. 

La Mayanja ha insistito che tali dettagli sarebbero stati forniti solo dopo che gli stati membri avessero scelto una delle seguenti quattro opzioni: mantenere lo status quo, con gli affari "di genere" suddivisi fra i vari enti ONU, oppure costituire un "Fondo" o "Programma", un Dipartimento all'interno del Segretariato, o una combinazione Fondo/Dipartimento.

Nonostante la cortina fumogena, i documenti forniti dal Segretariato ONU rivelano la vasta portata dell'opzione preferita dal Segretario Generale Ban Ki-moon, che prevede una "presenza globale" di questa nuova agenzia in circa 150 paesi. Alla guida ci sarebbe un sotto-segretario Generale con il diritto di nominare tutti i componenti di "personale, consiglieri ed esperti" di suo gradimento, stabilire gli indirizzi in fatto di normativa e politiche e  "chiedere conto" a tutte le altre agenzie ONU (come l'UNICEF) del loro modo di operare e dei collegamenti con il loro lavoro sul territorio.

Secondo un rapporto del Segretario Generale datato 5 marzo il mandato specifico si concentrerebbe sulla "promozione" per attirare "l'attenzione nazionale" alle "questioni emergenti scarsamente riconosciute e scarsamente finanziate," e  massimizzerebbe "il contributo della società civile", sia all'ONU sia a livello nazionale.

I critici sono preoccupati che questo aumenti ulteriormente il potere degli attivisti delle ONG che usano le Nazioni Unite per aggirare le elezioni nei loro paesi per poter promuovere liberamente delle politiche sociali altamente controverse. 

Insieme al Segretario Generale, i sostenitori dell'opzione  "combinata" comprendono l'Unione Europea, la cui rappresentante ne ha chiesto l'immediata approvazione, e le potenti ONG femministe riunite sotto il gruppo-ombrello GEAR (RIforma dell'Architettura dell'Eguaglianza di Genere - Gender Equality Architecture Reform). 

In una recente intervista, Charlotte Bunch della GEAR ha affermato che la sua ONG è stata regolarmente consultata sulla scelta "accettabile" per l'ente, per il quale aveva da lungo tempo promosso il modello combinato. La Bunch ha spiegato che questa è l'unica opzione che permetterebbe all'ente di ottenere finanziamenti non-volontari dagli USA e da altri paesi per un minimo di un miliardo di dollari l'anno, mentre crea una presenza e una massiccia influenza sul territorio per promuovere "le funzioni normative e politiche del nuovo ente". 

(traduzione di Alessandra Nucci)