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inserito il: 13-2-2009
GRUPPO GAY PRO-PEDOFILIA, ANCHE L'ONU FRENA
di Samantha Singson

Dopo due anni di dibattimento, la Commissione dell'ONU incaricata di esaminare le domande di accreditamento delle ONG (organizzazioni non-governative) ha respinto la domanda dell'associazione brasiliana Associação Brasileira de Gays, Lésbicas e Transgêneros (ABGLT) a causa della posizione assunta da questo gruppo sulla pedofilia. La Commissione ha diretto l'attenzione sulle indagini in corso su uno dei fondatori di ABGLT, accusato di aver affisso sul suo blog degli scritti che promuovono la pedofilia. 

In commissione, il delegato dell'Egitto ha esortato gli altri commissari a non procedere a decisioni affrettate, ove ci fosse anche solo "la minima ombra di dubbio" sul fatto che fosse coinvolta nella pedofilia. Secondo lui le risposte fornite da AGBLT non erano fino a quel momento sufficienti per chiarire il caso e rassicurare i membri della Commissione che questa Ong non avesse fra i suoi soci o affiliati qualcuno coinvoto in un tale "atto deplorevole." 

La Commissione ONG, composta di 19 membri, è una sotto-commissione dell'ECOSOC (Consiglio economico e sociale dell'ONU), uno dei cinque principali organi delle Nazioni Unite, che ha il compito di approvare e governare la partecipazione di tutte le Ong dell'ONU. La Commissione ONG si basa su vari criteri nell'esprimere un parere sulla concessione della qualifica di ONG con funzioni consultive, un'ufficializzazione per la quale la parola finale spetta all'ECOSOC. 

La qualifica di "consultiva" è la chiave di accesso al sistema ONU per le associazioni che aspirano a rappresentare la società civile. Le ONG che la ottengono ricevono gli inviti a partecipare agli incontri dell'ONU, possono presentarvi rapporti orali e scritti, e possono organizzare iniziative all'interno dei locali dell'ONU. 

La commissione ha votato contro la proposta di rimandare la decisione sull'AGBLT e ha respinto la domanda con voto per appello nominale risultato di 8 (Guinea, Pakistan, Qatar, Federazione Russia, Sudan, Burundi, Cina, Egitto) contro 6 (Colombia, Israele, Peru, Romania, Regno Unito, Stati Uniti). 

Negli ultimi anni le discussioni all'interno della Commissione sulle domande da parte dei gruppi che promuovono i diritti degli omosessuali sono diventate sempre più incandescenti. Mentre l'ECOSOC accetta quasi sempre l'opinione delle sottocommissioni, per i gruppi omosessualisti estremisti ha fatto delle eccezioni. In due casi, dei gruppi per i diritti degli omosessuali che avevano avuto il pollice verso della Commissione ONG hanno poi visto rovesciare questo verdetto dal Consiglio dell'ECOSOC. 

Dopo il voto, la delegata britannica ha dichiarato la sua profonda delusione per la decisione della Commissione di bocciare l'ONG, cosa che a suo parere non avrebbe fatto altro che rafforzare l'impressione che la commissione non fosse in grado di svolgere il compito che le era richiesto.  Sono anni che il Regno Unito appoggia la partecipazione alle Nazioni Unite delle associazioni per i diritti degli omosessuali.
 
L'osservatrice per la Repubblica ceca, a nome dell'Unione Europea, si è associata alla dichiarazione del Regno Unito e ha aggiunto che "negando l'accreditamento, la Commissione ONG ha agito in maniera discriminatoria contro la ONG, che ha tutti i diritti di partecipare ai lavori dell'ONU". 

L'osservatore per il Brasile, che si era fatto garante per l'associazione, ha detto che la commissione aveva omesso di considerare i meriti dell'associazione e al contrario aveva svolto il ruolo di "camera di censura" su quale tipo di ONG avesse il permesso di esprimere il proprio punto di vista e di contribuire ai lavori dell'ONU. 

Il Consiglio ECOSOC dovrebbe esaminare i pareri della Commissione ONG durante la sessione di luglio a Ginevra.

(traduzione di Alessandra Nucci)